Lettera del Santo Padre Leone XIV in occasione dell’incontro per riflettere sulle piste aperte dalla Lettera Apostolica di Papa Francesco "Desiderio desideravi"

Traduzione della lettera del Santo Padre Leone XIV in occasione dell’incontro che si svolge dal 14 al 19 agosto nell’abbazia benedettina di Mount Angel, in Oregon (Usa), per riflettere sulle piste aperte dalla Lettera Apostolica di Papa Francesco "Desiderio desideravi".


A Sua Eminenza

Cardinale Arthur Roche

Prefetto del Dicastero per il Culto Divino

e la Disciplina dei Sacramenti


Rivolgo un cordiale saluto a Lei e a tutti coloro che sono riuniti presso l’Abbazia di Mount Angel, in Oregon, mentre affrontate l’importante tema della formazione liturgica del Popolo di Dio.


Nella Lettera Apostolica Desiderio Desideravi, con la quale ha illustrato la bellezza della profondità teologica e spirituale della liturgia, Papa Francesco ha sottolineato la necessità di una formazione attenta e permanente tanto del clero quanto dei laici, quale elemento essenziale per il rinnovamento della vita liturgica della Chiesa universale (cfr. n. 38). Successivamente ci ha ricordato che tale formazione «non è una specializzazione riservata a pochi esperti, ma piuttosto una disposizione interiore di tutto il Popolo di Dio» (Discorso ai Partecipanti alla Plenaria del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 8 febbraio 2024). Vi incoraggio pertanto a individuare percorsi concreti di formazione liturgica a ogni livello del Corpo di Cristo. Al tempo stesso, non dobbiamo «escludere una priorità nella formazione di coloro che, in forza del sacramento dell’Ordine, sono chiamati a essere mistagoghi, cioè a prendere per mano i fedeli e accompagnarli nella conoscenza dei santi misteri» (ibid.).


Le prime occasioni concrete di formazione liturgica si presentano nella nostra abituale riunione domenicale per la celebrazione dell’Eucaristia. Tali celebrazioni sono inserite nel ritmo annuale dell’anno liturgico, che ha al suo centro il Mistero Pasquale. Per questo è essenziale che esse siano anche profondamente formative, promuovendo una comprensione sempre più profonda dell’ars celebrandi, espressa non soltanto da colui che presiede la liturgia, ma anche dall’intera assemblea (cfr. Desiderio Desideravi, n. 54). In questo modo, mediante un’adeguata formazione e un culto celebrato con riverenza, i cattolici saranno formati sia per la liturgia sia dalla liturgia (cfr. ibid., n. 34).


Inoltre, per promuovere una celebrazione degna dei santi misteri, dobbiamo sottolineare la necessità della fedeltà ai testi e alle norme approvati. Nelle mie recenti catechesi sulla Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, ho richiamato l’attenzione sul rispetto che tutti coloro che sono chiamati a preparare la celebrazione dei divini misteri, e in particolare i sacerdoti, devono mostrare verso i riti promulgati da San Paolo VI e da San Giovanni Paolo II. È fondamentale che tale rispetto «nasca da un atteggiamento interiore di apertura e di fiducia in Dio, manifestando umiltà dinanzi alla sua grandezza e sincera fedeltà alla comunione ecclesiale» (Catechesi, 27 maggio 2026).


Con questi sentimenti, affido i vostri lavori alla Vergine Maria, Sede della Sapienza, e imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica a voi e a tutti i partecipanti a questo incontro, quale pegno di sapienza e di pace nel Signore.


Dal Vaticano, 29 giugno 2026


LEONE PP. XIV

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